Austin Mann cattura la potenza della luce con il suo smartphone | Profoto (IT)
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Austin Mann cattura la potenza della luce con il suo smartphone

28 novembre, 2019

Scritto da: Steven Hanratty

Austin è un esperto di scatti realizzati con l’iPhone e, utilizzando il Profoto C1 Plus, ti insegnerà le basi per sfruttare la luce utilizzando lo smartphone e distinguerti dalla massa.

Austin Mann non aveva gli stessi giocattoli degli altri bambini: suo padre faceva il fotografo, quindi i suoi giochi sono stati gli scanner, i primissimi modelli di Apple Mac e quella diavoleria chiamata Photoshop (per lui più divertente che giocare a Pong).

Molto presto, il giovane Austin si è appassionato talmente tanto alle immagini digitali che, quando il primo iMac è arrivato sul mercato, ha trascorso l’intera estate a falciare prati per guadagnare il denaro per acquistarne uno. Il piccolo Austin, appena dodicenne, seduto di fronte al suo Bondi Blue iMac nuovo di zecca per creare siti Web e immagini, ancora non sapeva che Apple avrebbe significato così tanto per il suo futuro.

Facciamo entrare la luce

Austin ha frequentato il college a Waco, in Texas, e qui la sua vita è stata rivoluzionata. “Avevo bisogno di concentrarmi su qualcosa di più positivo nella mia vita e così è iniziata la mia passione. Creare ha iniziato ad affascinarmi e mi sono reso conto delle meraviglie da cui sono circondato, soprattutto la potenza della luce sull’oscurità”.

Quella passione non era solo in senso spirituale ma anche fisico, scientifico e fotografico. Proprio in questo periodo Austin riceve in regalo una fotocamera DLSR e inizia a fare i primi passi nel mondo della fotografia.

“Tornavo al campus alle 9 o 10 di sera per scattare tutta la notte. Mi affascinava l’idea di colmare il buio con la luce: immortalavo i fulmini durante i temporali, le scie di luce lasciate dalle auto e mi divertivo a sperimentare con la luce”.

Oltre il Kansas

Qualche tempo dopo, un mentore incoraggia Austin a viaggiare e nel 2005 trova la sua strada in Tanzania, in Africa. “Era la prima volta che mi trovavo al di fuori degli Stati Uniti e ho imparato davvero tanto dalle persone che ho conosciuto. Ho scoperto che la fotografia può essere uno strumento potente in grado di creare connessioni tra il mio mondo, l’Occidente, e altre parti del pianeta, sempre più importanti per me”.

“In seguito, ho scattato principalmente per organizzazioni no profit e impegnate nel sociale, che realizzavano ad esempio progetti per le scuole e per distribuire acqua potatile. Partendo da qui, ho fondato uno studio di collaborazione a Dallas con il nome di WELD: è una community in cui i fotografi e tutti coloro che esercitano professioni creative possono lavorare insieme”.

Una recensione enigmatica

Nel 2012 Austin si è ritrovato a leggere una recensione sulla fotocamera dell’ultimo iPhone. “La recensione era incentrata sulla tecnologia ma non conteneva le informazioni e l’ispirazione che stavo cercando come fotografo, quindi ho deciso di scrivere la mia per scoprire quello che la nuova fotocamera fosse davvero in grado di fare”.

Dopo alcuni viaggi in Islanda e in Patagonia durante i quali provava e recensiva la fotocamera dell’iPhone, proprio i suoi articoli hanno attirato l’attenzione di Apple che lo ha contattato. Ora Austin testa i prodotti in anteprima e spesso le prime immagini naturalistiche scattate con i nuovi iPhone sono sue... le sue ultime recensioni lo hanno portato in Svizzera, Rwanda, India, Guatemala e ora è appena tornato dalla Cina dove ha sperimentato le funzionalità dell’iPhone 11 Pro.

Nel corso degli anni, le immagini scattate da Austin con iPhone sono comparse sugli schermi degli Apple Store e utilizzate per le anteprime del lancio della campagna Shot on iPhone.

Sfrutta le tue capacità

“Il principale vantaggio delle fotocamere degli smartphone è l’agilità. Onnipresenti, consentono di immortalare qualsiasi cosa, rivelandosi strumenti decisamente flessibili e potenti”.

Per Austin è importante non acquistare accessori per smartphone che possano appesantirlo. “Sfrutta le capacità della tua fotocamera: l’iPhone è una fotocamera che ho sempre in tasca e, da questo momento in poi, il C1 Plus sarà il flash che porterò sempre con me”.

“Ora posso proiettare la luce ovunque serva: posso illuminare luoghi in cui prima non riuscivo a posizionare un flash proprio perché il C1 è molto più piccolo. Poter nascondere uno di questi dischetti nel cruscotto di un’auto o nella mano di qualcuno è un modo diverso di pensare e promuovere una nuova forma di espressione artistica”.

Insegnante del corso di Profoto Academy

Per realizzare il corso del Profoto C1 Plus Academy, Austin si è recato alle sorgenti Dunton Hot Springs vicino a Telluride, in Colorado. “Si tratta di un meraviglioso luogo montuoso molto caratteristico, dove la natura ci ha offerto sfondi bellissimi su cui lavorare”.

Il corso è stato creato per aiutare chiunque sia interessato a scattare con uno smartphone. “Si tratta di aiutare i fotografi che utilizzano lo smartphone a scoprire il loro stile unico, tirare fuori la loro creatività e comprendere il modo in cui la luce del C1 Plus può contribuire a farli emergere dalla massa”.

Austin è l’insegnante di molti workshop per smartphone e la domanda che gli viene posta più spesso è: “Come posso migliorare la qualità delle immagini scattate in condizioni di luminosità ridotta?”.

“Questo corso mostrerà che non c’è strumento migliore del C1 Plus per integrare la luce naturale”.

Giocare con il C1 Plus

Austin adora fotografare cavalli ed è particolarmente attratto dalla loro forma. Durante il corso ci spiega come catturare la sagoma del modello Scottie che, con un cavallo, si sposta tra i campi nell’oscurità della notte.

Ci mostra anche come ha catturato il cielo stellato del Colorado, un esempio di come l’osservatore vedrà solo quello che scegli di illuminare, ossia i dettagli che potrebbe perdersi durante il giorno.

In conclusione, è tutta questione di luce

Sebbene il futuro della fotografia possa prevedere sviluppi tecnologici pazzeschi come la fotografia computazionale, per Austin l’unica costante sarà sempre la luce.

“Senza luce avremmo solo un fotogramma nero. Nient’altro. Ecco perché l’illuminazione off-camera diventerà l’unica costante. La luce non sarà mai sostituita da un software. I sensori potrebbero diventare più sensibili alla luce, ma non potranno mai essere diretti come la luce vera e propria.

Un algoritmo non può sostituire la qualità, la rigorosità o la morbidezza della luce e, proprio per questo, il C1 Plus gioca un ruolo enorme”.

Scritto da: Steven Hanratty

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